Tradimento e Facebook

Tradimento e Facebook – Radio News 24 – Live social – Video intervista Avv. Loveri del 20.10.2020

 

Tradimento e Facebook

1) Tradimento e Facebook: quanto influiscono oggi i social networks nella decisione delle coppie di separarsi dal coniuge?

Oggi le separazioni ed i divorzi non rappresentano più una novità nella nostra cultura, perché sempre più spesso le coppie si trovano ad affrontare momenti di crisi che non riescono a superare e che li portano inevitabilmente alla separazione e successivamente al divorzio.

Quello che però preoccupa maggiormente è che sempre più spesso a causare le crisi coniugali e quindi le separazioni sono un uso scorretto dei social networks e della tecnologia virtuale associata all’utilizzo degli smartphone.

È intervenuto a questo proposito l’ISTAT il quale ha evidenziato che gran parte dei matrimoni sono finiti per tradimenti online e la causa principale sarebbe proprio l’utilizzo di Facebook, un luogo virtuale dove è facile incontrare amici di vecchia data e poter riscoprire un nuovo amore dopo una o più chiacchierate all’interno della piattaforma.

Anche l’utilizzo smodato degli smartphone annulla sempre più il dialogo all’interno della coppia, per cui non c’è più un rapporto di fiducia e di comunicazione reciproca e si tende ad eludere il confronto con il partner rifugiandosi nell’uso del telefono.

In Italia le separazioni negli ultimi 15 anni sono aumentate circa del 60% e secondo uno studio inglese il 20% delle richieste di separazione e divorzio hanno come causa principale messaggi privati e finti profili creati per eludere i controlli del coniuge, che spesso ammette di spiare il partner sui canali social e di portare quindi in tribunale le prove di un tradimento seppure virtuale.

Infatti, Facebook, Instagram e così via sono sempre più portati nelle aule dei Tribunali come prove del tradimento.

2) Le pubblicazioni sui social networks o sulle App di messaggistica possono essere utilizzate nel giudizio di separazione o divorzio?

Una prima sentenza della Cassazione del 2018 (n. 9384/2018) ha equiparato il tradimento on line ovvero il cosiddetto flirting al tradimento reale, anche quindi se la relazione rimane puramente platonica.

Secondo i giudici “tutte le volte in cui il rapporto telematico travalichi la semplice amicizia virtuale stabilendo un legame sentimentale, questo basta per essere dichiarati colpevoli di violazione dell’obbligo di fedeltà”.

Ciò significa che chi commette il tradimento attraverso l’utilizzo di messaggi sui social networks o altri strumenti digitali può subire la domanda di separazione con addebito allo stesso modo di chi abbia commesso un adulterio nella vita reale.

Questo perché alcune condotte realizzate sul web hanno un’incidenza effettiva nella vita reale di una coppia, capace quindi di compromettere la fiducia reciproca e provocare la crisi matrimoniale.
Quindi le prove acquisite sui social network possono essere utilizzate alla stregua di prove reali.

Le foto, gli screenshot di conversazioni o altri elementi estrapolati dai social network possono essere utilizzati come prove del tradimento.

Sicuramente fanno piena prova i post e le fotografie pubblicate, anche quando sono visibili ad un numero ristretto di persone (cioè quando l’account è “chiuso”), questo perché le condivisioni e le foto sui social networks si considerano informazioni rese volontariamente pubbliche e accessibili.

Più complesso è invece l’utilizzo dei messaggi di WhatsApp, sms o chat di Facebook e così via, questo perché i messaggi sono coperti da privacy per cui il Tribunale non può ordinare ad un coniuge di mostrare in generale tutta la propria messaggistica privata.

Tuttavia, se questi messaggi sono stati scoperti dall’altro coniuge, molti Tribunali li ammettono come prova del tradimento, questo perché la coabitazione e la condivisione degli spazi consentono la possibilità di entrare a contatto con dati personali dell’altro e quindi si affievolisce la sfera della riservatezza.

L’unico modo per andare esenti da responsabilità in questi casi, è dimostrare che la vera causa della crisi coniugale non è stata la relazione virtuale instaurata su internet ma la presenza di situazioni pregresse che avevano già minato l’unità della famiglia ed il matrimonio.

Per vedere l’intervista completa cliccare sul seguente link: https://www.dropbox.com/s/dvjks2apxgkmivc/LOVERI.mp4?dl=0

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